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Le 7 opere di misericordia spirituali

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‘Le sette opere di misericordia spirituali’

Opera fotografica vincitrice del concorso:

III Edizione ‘Sette Opere per la Misericordia’ del Pio monte della Misericordia di Napoli. 12/2014

https://www.piomontedellamisericordia.it/la-collezione/sette-opere-per-la-misericordia/

ART DIRECTOR: Ardemia de’Gennaro

FOTOGRAFO: Andrea de’Gennaro

ATTORI: Andrea de’Gennaro, Alessandro Giacometti, Eleonora Maglietta, Raffaella Maglietta

INTRODUZIONE 

Le opere di misericordia sono quelle richieste da Gesù nel Vangelo (Matteo25)  per trovare misericordia (ovvero il perdono per i nostri peccati) ed entrare quindi nel suo Regno.

La tradizione cattolica ne elenca due gruppi di sette:

Le sette opere di misericordia Corporale

Dar da mangiare agli affamati; Dar da bere agli assetati ; Vestire gli ignudi; Alloggiare i pellegrini; Visitare gli infermi; Visitare i carcerati; Seppellire i morti.

Le sette opere di misericordia Spirituale

Consigliare i dubbiosi; Insegnare agli ignoranti; Ammonire i peccatori; Consolare gli afflitti; Perdonare le offese; Sopportare pazientemente le persone moleste; Pregare Dio per i vivi e per i morti.

Uno dei più importanti esempi dell’iconografia sono le Sette Opere di Misericordia di Caravaggio (1606/07) realizzate per il Pio Monte della Misericordia di Napoli.

Caravaggio_-_Sette_opere_di_Misericordia_(1607,_Naples)

INTERPRETAZIONE 

Avendo lo stesso Pio Monte della Misericordia concesso la possibilità nei tempi odierni di far esprimere gli artisti dell’Accademia di Belle arti, ho deciso di realizzare in chiave fotografica un’opera che completasse in chiave moderna l’operato di Caravaggio in quanto egli rappresentò solamente le sette opere di misericordia Corporali e non quelle Spirituali.

Non volevo che la mia opera fosse ‘piatta’ e, per darvi tridimensionalità, ho cercando di esprimere all’interno della stessa, come in un fumetto, una serie di accaduti che si seguissero cronologicamente ed in ordine visivo.

Ho reinterpretato la maestria di Caravaggio nel scolpire la luce nel buio e per farlo mi sono servita di un vecchio garage abbandonato vicino Nisida, luogo che accoglie il carcere minorile di Napoli.

Ho deciso di intrecciare le sette opere di misericordia spirituali nella trama di un racconto moderno che si contestualizzasse alle odierne problematiche giovanili: abuso di alcool e droga, bullismo e violenza sulle donne.

La storia si ambienta in un luogo cupo e abbandonato all’interno del quale una giovane ragazza viene aggredita da un gruppo di teppisti ubriachi.

Sul luogo interviene un angelo terreno il quale ammonisce i ragazzi e va in difesa della giovane fino a riportare la luce nei loro cuori, indirizzandoli verso la retta via.

Ho deciso di mettere in scena gli accaduti utilizzando la chiave di racconto fornitaci dal grande maestro Masaccio nella sua opera del ‘Pagamento del Tributo’, nella quale riesce all’interno della stessa a rappresentare Gesù e San Pietro in più azioni.1920px-Masaccio7

L’opera inizia visivamente e cronologicamente dal centro, in cui Gesù, con tono imperativo, indica a San Pietro (1) di recarsi al fiume (2) per prendere i soldi da consegnare all’esattore (3).

Questa gestualità è strategica perché oltre a dare centralità all’opera aiuta a contempo anche il lettore a seguire visivamente i personaggi e comprenderne la cronologia dei fatti.

ok

Allo stesso modo la mia opera parte dal centro e questa volta a rappresentarla è un angelo moderno, Andrea che indica con forte espressività i personaggi sulla sinistra.

Quella che si compie è la prima opera di Misericordia Spirituale: ammonire i peccatori.(1;2)

1[FIG.1]

L’angelo ammonisce i peccatori ovvero quel gruppo di teppisti balordi che stavano cercando di strappare il vestito ad Eleonora, la giovane anima indifesa in preda al branco.(2)2

[FIG.2]

[ Come potete notare nella figura (2) i quattro personaggi si interpongono fra di loro componendo un ‘chiasma’.

Il chiasma ricorda la lettera dell’alfabeto greco ‘X’ la cui introduzione nel mondo scultoreo rappresentava nell’antichità una sorta di conquista: ovvero la rottura della rigidità corporea rappresenta delle statue greche (i kouroi).

Il chiasma è quasi un ostentazione dello scultore nel dire : “guardate la mia statua è in marmo, è rigida eppure sta esprimendo il suo movimento!”

La scelta di utilizzare un chiasma è stata quindi voluta per reincarnare la rottura della rigidità: la rigidità tra il  pensiero classico e quello moderno, la voglia da parte dell’artista di reinterpretare in luce Caravaggesca i problemi del sociale nel nostro mondo contemporaneo, e di renderne il ghetto padrone del suo scenario.]

Successivamente Andrea si reca dal branco e li ammonisce sul gesto compiuto insegnandogli che era un’azione ingiusta ed immotivata.

Levando loro gli alcolici compie la seconda opera: insegnare agli ignoranti .(3)3[FIG.3]

Come si può notare all’interno del garage, una parte dell’intonaco (3) si è rimosso casualmente a forma di ala, reincarnando le vesti ultraterrene dell’angelo moderno.

Eleonora intanto è spaventata e rimane da sola su un angolo dimostrando di sopportare pazientemente le persone moleste ed è qui che si compie il terzo atto di misericordia. (4)4

                                                                                                       [FIG.4]

Nella quinta scena Andrea si reca da Eleonora e chinandosi verso di lei compie la quarta e la quinta opera di misericordia: consolando l’afflitta e consigliandole di perdonare i suoi aggressori.

[FIG.5]

5

Ella riesce ad alzarsi e si reca verso di loro in segno di pace perdonando così le offese subite, sesta opera di misericordia. (6)

6[FIG.6]

A terra giace un manto rosso sporco, forse è un copertone di qualche auto o semplicemente un rifiuto. (6)

Nell’ opera quest ultimo diventa un omaggio all’omonimo manto rosso presente spesso nelle opere di Caravaggio in segno di Pathos.

Infine, dopo aver perdonato le offese, Eleonora si reca verso la luce diafana che proviene dall’uscita del garage.

La luce rappresentava la Fede divina ed ella si rivolge ad essa con le mani giunte in segno di preghiera, stringendo in esse la croce in legno che portava al collo.

Eleonora chiude l’opera consacrando la settima ed ultima opera di misericordia spirituale: pregare Dio per i vivi e per i morti.(7)

7

[FIG.7]

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