“Dai ad un uomo un obiettivo e gli darai un senso per cui vivere”.
1949, Mao Zedong costituisce la “Repubblica Popolare Cinese” dichiarando che grazie alla dittatura democratica il popolo cinese sarà protetto da qualsiasi tentativo nemico di ristabilire la loro influenza nel paese.
Così, forte del potere del suo monopolio, per reprimere le masse e accentuare le
differenze sociali, scatenò la Rivoluzione Culturale i cui morti oscillano intorno ai 7 milioni.
La principale causa dei danni fu causata dalle Guardie Rosse, studenti universitari che elogiavano Mao.
Insieme all’operato di Mao, potrei ricordarvi Caio Giulio Cesare,
Napoleone Bonaparte, Stalin, Lenin, Mussolini , Hitler, Saddam
Hussein, Gheddafi,etc.. Potrei citarvi il Papa o tanti grandi uomini che da soli hanno governato le masse, passando così alla Storia e rimasti immortali per gesta eroiche o atroci, eppure di differenza forse ce n’è poca.
Perché che male o bene abbiano fatto c’è una cosa più velata che si riduce ad un pastore che porta al pascolo le sue pecore tenendole tutte in branco, levando loro un’ individualità e la libertà d’espressione, rendendoli così domabili, governabili, “fedeli”. Ho deciso di incarnare questa figura dittatoriale con Mao Tsedong, con la sua dittatura spietata e il Socialismo che hanno segnato profondamente la Cina.
Vi parlerò di come i suoi successori, in particolare Deng Xiao Ping, cercarono di
limare e moderare quello che è stato per così definirlo uno sterminio di massa
all’individualità umana.
Quest’ultimo infatti, ideò il “socialismo con caratteristiche cinesi” per cercare di ridare a poco a poco l’identità ad ogni singolo cittadino.
Ma come possiamo intervenire davvero in una realtà contorta, deviata e
deturpata, come possiamo cambiarla veramente lasciando la vera libertà
d’espressione?! L’unico modo per sconvolgere una Realtà è quello di subentrarne con una Surreale.
Surrealtà come cura alla Realtà.
Perché con l’impatto brutale e la follia l’uomo ha la possibilità di “essere” ed “esistere”.

E’ da qui che nasce il mio ibrido, “il socialismo con caratteristiche surrealiste”, ovvero
l’impatto violento di due realtà totalmente opposte fra di loro ma che insieme
saranno l’una la matrice dell’altra.
L’abbigliamento è una forma di distinzione o di uguaglianza.
Ed è cosi che tramite la moda le pecore diventeranno individui.
Non pascoleranno ma cammineranno e la loro lunga marcia sarà finalizzata
unicamente a lasciare un segno su questa terra.
Come incarnazione del Surrealismo ho scelto Salvator Dalì e da lui ne ho scomposto il concetto di “liquefazione”. I colletti rossi degli studenti si sciolgono, diventando asimmetrici, sanguinanti,
fondendosi tra le linee delle giacche, dei pantaloni e degli stivali, lasciando
raccontare a chi li indossa il patos di quella dittatura folle che si imponeva come unica relatà.

L’abbigliamento è una forma di distinzione o a contempo di uguaglianza.
Ed è cosi che tramite la moda le pecore diventeranno individui.
Non pascoleranno ma cammineranno e la loro lunga marcia sarà finalizzata unicamente a lasciare un segno su questa terra.
Come incarnazione del Surrealismo ho scelto Dalì e da lui ne ho riassunto il concetto di “scioglimento”, di “liquefazione”.
I colletti rossi degli studenti si sciolgono, diventando asimmetrici, sanguinanti, fondendosi tra le linee delle giacche, dei pantaloni e degli stivali, lasciando raccontare a chi li indossa il patos di quella dittatura folle che si imponeva come unica realtà.
– 2014 Collection